24) Heidegger. Paidea e altheia.
Dopo aver riproposto il mito della caverna, Heidegger ricorda
che esso non illustra solo l'essenza della formazione, ma anche
la dottrina di Platone sulla verit. Essa  un disvelamento, che
avviene per gradi e ad ogni grado si nomina in modo diverso.
M. Heidegger, La dottrina di Platone sulla verit (vedi manuale
pagina 427).
Il mito della caverna, secondo l'esplicita affermazione di
Platone, illustra l'essenza della formazione. Per contro
l'interpretazione del mito, che qui cerchiamo, intende avviarci
a capire la dottrina, platonica della verit. In questo modo
per non viene sovrapposto al mito qualcosa di estraneo?
L'interpretazione minaccia di degenerare in una violenza al testo.
Cos pu sembrare, finch non si sia consolidata la consapevolezza
che il pensiero di Platone obbedisce a un mutamento dell'essenza
della verit, mutamento che diviene legge occulta di ci che il
pensatore dice. Secondo l'interpretazione resa necessaria
(notwendig) per noi da una condizione di bisogno (Not) rivelatasi
in seguito, il mito non illustra solo l'essenza della
formazione, ma ci offre nello stesso tempo la visione di un
mutamento dell'essenza della verit. Non deve per esserci,
allora, una relazione essenziale fra la formazione e la
verit, se il mito pu illustrare entrambe le cose? In effetti
questo rapporto c'. E consiste nel fatto che l'essenza della
verit e la natura del suo mutamento` rende possibile la
formazione nella sua struttura fondamentale.
Che cos', per, che unisce la formazione e la verit in una
originaria unit essenziale?.
Paidea significa la trasformazione di tutto l'uomo nel senso del
trasferimento, a cui l'uomo si adatta, dall'mbito delle cose che
gli si presentano immediatamente ad un altro mbito, dove 
l'essente stesso che appare. Questo trasferimento  possibile solo
in quanto tutto ci che  stato finora manifesto all'uomo, e il
suo modo di essere manifesto, si trasformano. Deve mutare sia ci
che di volta in volta  disvelato all'uomo, sia il modo del
disvelamento. Disvelamento in greco si dice altheia, termine che
si traduce con verit. E verit significa da molto tempo per
il pensiero occidentale la concordanza della rappresentazione
pensante con la cosa: adaequatio intellectus et rei.
Se, tuttavia, non ci accontentiamo di tradurre solo
letteralmente le parole paidea e altheia, e invece cerchiamo
di pensare a partire dal sapere dei greci l'essenza davvero
contenuta nelle due parole da tradurre, allora formazione e
verit si incontrano subito in una unit essenziale. Se si
prende sul serio il contenuto essenziale di ci che nomina la
parola altheia, ci si deve chiedere a partire da che cosa Platone
determini l'essenza del disvelamento. La risposta a questa domanda
si vede rinviata al contenuto autentico del mito della caverna.
Tale risposta mostra che, e come, il mito tratta dell'essenza
della verit.
I termini disvelato e disvelamento designano di volta in volta
ci che di volta in volta  apertamente presente nel luogo del
soggiorno dell'uomo. Il mito, per, narra una storia relativa ai
passaggi da un soggiorno all'altro. Su questa base, poi, la storia
si divide in generale in una sequenza di quattro differenti modi
di soggiornare, ordinati in una caratteristica gradazione
ascendente e discendente. Le differenze dei modi di soggiornare e
dei gradi dei passaggi si fondano sulla diversit di ci che di
volta in volta  determinante come aleths, cio sul modo della
.verit che ogni volta domina. Per questo anche l' aleths, il
disvelato,  necessariamente pensato e nominato e in modi diversi
ad ogni grado.
M. Heidegger, La dottrina di Platone sulla verit, SEI, Torino,
1975, pagine 48-50.
